La raccolta dei personaggi di Stargate SG-1, Atlantis e Universe che hanno avuto una "sfiga" non indifferente.
Per commentare sul Forum, clicca qui.
Condividi SG Legend su Facebook

 Kawalsky

Salve,
mi chiamo Kawalsky, Charles Kawalsky e sono (anzi ero, ma lo capirete dopo...) un maggiore dell'Aviazione degli Stati Uniti d'America, e aggiungerei, modestamente.

La mia vita scorreva tranquilla, quasi monotona se vogliamo, nella routine classica di noi militari dell'aviazione Americana....solite esercitazioni, soliti bombardamenti a bassa quota, solite azioni di guerriglia con elicotteri e tanto, tanto spargimento di sangue...tutte quelle piccole cose che danno soddisfazione al solo pensarci mentre ti gusti il cappuccino e la brioche al mattino e che ti riempono la giornata, in un modo o nell'altro, che ti fanno sentir vivo...come la briscoletta al bar della caserma dopo cena o la pizzata del venerdì sera con i commilitoni.....

Una sera, era inverno e fuori pioveva a dirotto (forse anche a dirnove...), me ne stavo tranquillo nella mia stanza, vestito del solo perizoma maculato che Carol mi aveva regalato per il mio compleanno, spaparanzato sul letto a giocare con il Super Nintendo a Super Mario Bros, aspettando che si facesse l'ora di andare in mensa, quando di colpo entrò (senza bussare visto che la porta era aperta!) un ufficiale, un super mega generale galattico, di quelli che hanno talmente tante stelle sulle spalline che se si mettono in controluce ti abbronzano alla prima occhiata, con una panza tale da far pensare che sotto la giacca tenesse nascosto un pallone da basket...
Scattai immediatamente in piedi e mi posi sull'attenti....l'ufficiale rispose al mio saluto poi mi fece un gesto con la mano indicandomi di sedermi sul letto, e così feci...

Disse di essere il generale Errod, Entom o, boh, forse Emmor...insomma, non lo so....quella granata scoppiatami a poche metri in esercitazione aveva ormai compromesso irrimediabilmente le mie capacità auditive...pensai che dovevo decidermi ad andare dalla Amplifon per un dispositivo acustico, ma questa è un'altra storia...
Prese una sedia e si sedette ponendo lo schienale davanti, come si fa nei peggiori bar di Caracas per intenderci, e incrociò quindi su di esso le braccia (ricordo un rumorino stridulo che mi fece pensare ad uno strappo della stoffa, forse sotto le ascelle della giacca a seguito dell'incrociamento troppo veloce delle braccia...o forse non era il rumore di uno strappo? vabbè, lasciamo perdere...)
Mi guardò quindi fisso negli occhi e disse:
"maggiore...lei è stato scelto per una missione super/iper/mega top-secret...(pausa di qualche secondo...)..talmente segreta, ma talmente segreta che nemmeno lei saprà di che si tratta...."
Io, dopo qualche secondo speso a rendermi conto che non stavo più giocando a Super Mario, palesai tutta la mia perplessità:
"ma...generale...con tutto il rispetto...se non saprò nemmeno io di che si tratta, come farò a svolgerla??"
Dopo una decina di secondi di palese frustrazione (dicasi scazzo!) per la domanda che non si aspettava:
"Giusta osservazione soldato...ehm....uhm...ah...eh....oh....vabbé, diciamo che pur essendo molto, molto, molto segreta avrà lo stesso qualche informazione, ok?" - Rispose sbuffando, e continuò, con tono deciso:
"Non si tratterà di chissà quale operazione così mostruosamente particolare...semplicemente la spareremo dall'altra parte della galassia utilizzando uno strano congegno scoperto in Egitto diversi anni fa e del quale abbiamo capito il funzionamento da poco grazie ad un civile, il classico secchione mezzo sfigato topo di biblioteca che crede di essere un genio e che normalmente non viene cagato da nessuno, tanto meno le sue strambe teorie...vabbé....non posso dire altro...tutto chiaro?"
Lo guardai fisso negli occhi e come un figlio che chiede al padre come fanno a nascere i bambini, gli dissi:
"...ehm...ma veramente non ho capito granché..."
E lui:
"non si preoccupi....lei non dovrà pensare a nulla...il suo sarà un ruolo di supporto prettamente logistico....l'operazione sarà comandata da un colonnello con le palle quadrate che penserà a ogni cosa e farà di tutto affinché la missione abbia buon esito e il suo culetto torni a casa sano e salvo, uno che alla sua vita (di lui!) ci tiene e che starà attentissimo al non metterla stupidamente in pericolo..."
Poi si alzò e si diresse verso la porta...(ricordo un altro rumorino simile ad uno strappo anche in questo frangente....vabbé...)
Mi strinse la mano con forza e guardandomi negli occhi:
"ora la saluto....fra qualche giorno i miei uomini passeranno a prenderla per portarla nella base operativa della missione..."
Mi venne a quel punto spontanea una domanda, una curiosità irrefrenabile come il ruttino dopo aver bevuto una Coca Cola:
"Generale...perché avete scelto proprio me per questa missione?"
E lui, abbozzando un mezzo sorriso:
"Non sia modesto, maggiore...tutti sappiamo quanto lei sia bravo con i videogames..." - ...e mi strizzò l'occhio....
Uscì quindi dalla stanza e sparì dentro ad una Limousine nera che lo attendeva nel cortile e che, ovviamente, partì sgommando...

Dopo un paio di giorni da quella visita, era notte, ricevetti una telefonata nella quale mi avvisavamo di preparare le mie cose (oddio, potrò portare il Super Nintendo con me?? e il pigiamino felpato sarà il caso di portarmelo??) in quanto da lì ad un'ora sarebbero venuti a prendermi...la missione era ufficialmente iniziata!
Vennero due soldati di colore, vestiti con un completo nero e con occhiali da sole neri e mi fecero salire su un Hammer nero dagli interni in pelle nera e con i finestrini oscurati, dentro e fuori....non c'era luce dentro il veicolo, tutto era nero e io mi addormentai...cos'altro potevo fare?

Mi portarono in una superbase segreta nascosta sotto le viscere di un monte, così in profondità, ma così in profondità, ma così in profondità, che l'ascensore faceva una sosta a metà strada in un autogrill per permetterti di andare in bagno!
Mi presentarono infine i miei compagni di viaggio, o meglio, di missione, tra cui lo sfigato di cui dicevo prima...una faccia da schiaffi, di quelli "so tutto io e voi non sapete un ca**o", di quelli che t'ispirano violenza al solo guardarli....


"Mi spiegarono senza entrare in dettagli puramente tecnici (tanto come avrei potuto capirli? sono un soldato, mica uno scienziato, eh!) come funzionava quel congegno, che fra di loro chiamavano simpaticamente stargate, grazie al quale ci saremmo trovati, nel giro di pochi secondi, su un pianeta dall'altra parte della galassia con lo scopo di investigare e quindi comprendere se potevano esserci fonti di pericolo per la Terra! (minchia, pensai....mica pizza e fichi!)
Ricordo che quando mi dissero che avrei letteralmente dovuto entrare in quel enorme cerchio di metallo che sembrava un idromassaggio posto in verticale, pensai che avrei preferito 1000 volte trovarmi in un elicottero sui cieli di Kabul mentre i talebani sparavano razzi in tutte le direzioni...ammetto che per la prima volta in vita mia (vabbè, forse la seconda...come dimenticare il castello delle streghe quella volta al luna park?) avevo davvero paura...mi consolai riflettendo sul fatto che la cosa doveva essere simile un pò per tutti i componenti della missione visto che proprio accanto allo stargate avevano opportunamente collocato una stanzetta adibita a toilette!
Vabbè, per farla breve, entrai con gli altri membri della squadra dentro quella specie di pozzanghera luminescente...ebbi una senzazione stranissima, come se il mio corpo si smaterializzasse per poi ricomporsi dopo aver percorso una specie di tunnel di luce da far invidia alle più estreme montagne russe di Disneyland...(come faccio a immaginare stronzate del genere? mah!)
Ci ritrovammo, dopo essere usciti da un congegno pressochè identico, stesso idromassaggio verticale, a quello da cui eravamo partiti, all'interno di una struttura in pietra ....notammo subito che non c'era alcun congegno utile a riattivare quello stargate in modo da poter tornare a casa e tutti guardammo lo scienziato con la faccia da schiaffi, tale Daniel Jackson, e automaticamente ripensai alle sue parole prinunciate con grande enfasi durante il briefing prima della partenza:
- lo so io come far funzionare lo stargate, lo so io come tornare a casa, lo so io come interpretare i simboli...- e pensai che, come diceva sempre la nonna di origini italiane e più precisamente di Bologna di Ferretti, mio compagno in quell'avventura, il tipo aveva fatto "lo sborone"!!
Vabbè...

Ci mettemmo poco a capire che in effetti di pericoli sui quel cazzo di pianeta sabbioso ce n'erano eccome, rappresentati da una specie di faraone ipertecnologico, (...e a parere di Ferretti, che da parte di padre era napoletano, pure ricchione ...) che da secoli si divertiva a sfruttare dei poveracci che passavano la vita a sudare sette camicie in una miniera a cielo aperto per estrarre un minerale che usava come carburante per la sua astronave...
Sì, astronave, avete letto bene....il faraone, tale Rà o Bà o Mà ( ma che ne so!!), che addirittura pensava e faceva credere ai villici di essere nientepopodimeno che un dio vivente, disponeva proprio di una supertamarrata astronave a forma di piramide (!!), con tante di quelle luci e lucine da far invidia a Supercar...e tralascio volutamente di parlare della puzza di pipì di gatto che c'era ovunque...
E sapete dove si ancorava quella astronave? su una piramide del tutto identica a quella che c'è in Egitto...alla faccia della mia prof delle medie che diceva che le piramidi erano le tombe dei faraoni!

Dopo diverse peripezie e scontri a fuoco con i soldati del tamarro, che si credevano dei superfighi solo per il fatto di indossare un elmo anch'esso tamarrissimo a forma di testa di falco (!!) che poteva smateriallizzarsi e rimaterializzarsi a loro piacimento semplicemente premdno un tastino nascosto in un bracciale che indossavano, riuscimmo nell'intento di farlo saltare in aria, a lui (o lei?? boh!) e alla sua astronave, grazie ad una bombetta atomica che il nostro comandante, il mit-tti-co Colonnello O'Neil, si era portato appresso per qualsiasi evenienza.
Nel frattempo (e per fortuna nostra, ma soprattutto SUA!!) il Nostro genio della lampada Daniel riuscì a riattivare lo stargate e io dovetti ricredermi sul suo conto in quanto, in effetti, non era poi male, nè come persona, nè come scienziato...tra l'altro decise di rimanere in quel postaccio afoso essendo entrato nelle grazie di un'avvenente fanciulla del luogo, figlia del capo villaggio...bah....ognuno fa le sue scelte di vita.

Tornai quindi a casa, ripresi le mie normali mansioni di routine, comprai una sveglia a forma di piramide che misi sul comOdino accanto al mio letto e di quella strana, incredibile avventura dall'altra parte della galassia, rimase solo il ricordo...

Passò qualche anno e venni richiamato in quella profondissima base segreta posta talmente in profondità ma talmente in profondità....vabbè, lo sapete.
Mi raccontarono del fattaccio avvenuto in loco, della riattivazione improvvisa dello stargate e del rapimento della Nostra commilitone da parte di una altro di quei pseudofaraoni super truzzi...(ma quanti ce ne sono??) e della nuova missione allo scopo di liberarla, sia lei sia la sposa di quel Daniel Jackson, anch'ella rapita dal suddetto truzzone....

La missione non riuscì mica tanto bene...l'unica cosa positiva fu che i nostri tornarono portandosi appresso un pezzo di marcantonio di colore che aveva deciso di unirsi a noi per aiutarci nel combattere quelli che venivano chiamati falsi dei che, a quanto pare, da millenni erano in testa alle hit-parade delle teste di cazzo della galassia!
Grazie a me, e sottolineo grazie a me, la squadra alla quale nel frattempo si era unita un bel pezzo di gnocca bionda che si chiamava Sam, era riuscita a ritornare di corsa allo stargate ma un'aeromobile nemica che li aveva inseguiti dopo una rocambolesca fuga, non dava loro scampo....un mio bel tiro di stinger e buuum...esplose nel cielo come un palloncino al luna park, tra le urla di gioia dei miei compagni (no, nemmeno un bacino sulla guancia dalla gnocca...vabbè...)!!

Grazie all'eroismo dimostrato in quell'occasione decisero di affidarmi il comando di una squadra che avrebbe operato in giro per la galassia a dar la caccia ai truzzoni....(no, nessuna gnocca in squadra, purtroppo...)
Alla prima missione, cazzarola, mi si infilò nel corpo (tralascio volutamente i particolari...) un maledetto parassita a forma di serpentello alato che prese il totale controllo di tutte le mie funzioni fisiche e psichiche e provocò la mia successiva dipartita verso i pascoli di Manitù, come dicevano i pellerossa (non è che 'sto Manitù poi altro non fosse che un collega di quei truzzi galattici???)

Ora, voglio dire, dovevo morire proprio alla prima puntata?? ok che in altre dimensioni le cose mi andarono meglio ma, permettemi:
che sfiga!!!!!!"